Lo Schema volontario di intervento


Le banche aderenti

Per la valida costituzione dello Schema è richiesta la partecipazione di banche rappresentanti almeno il 95% del totale dei depositi protetti rilevati dal Fondo alla data dell’ultima segnalazione disponibile. Qualora tale condizione venga meno al 31 dicembre 2017 e non sia ricostituita entro due mesi, lo Schema è risolto di diritto. Le banche aderenti possono recedere, con un preavviso di sei mesi, al termine di due anni dall’adesione.

Lo Schema volontario si è costituito con la partecipazione della quasi totalità delle banche consorziate (91,5%), che si ragguagliano al 99,6% dei depositi protetti. Non hanno aderito 22 banche (di cui 6 senza fondi rimborsabili), cui si riferisce lo 0,4% dei depositi protetti.

Banche aderenti
Banche non aderenti


Gli organi dello Schema volontario

Lo Schema volontario di intervento è dotato di un proprio assetto di governance.
Sono organi dello Schema: l’Assemblea delle banche aderenti, il Consiglio di Gestione, il Presidente del FITD, il Collegio Sindacale del FITD e il Direttore Generale del FITD.

Il Consiglio di Gestione è stato composto sulla base delle designazioni espresse dalle aderenti ed è formato da 10 Consiglieri, cui si aggiungono il Presidente del FITD e il Presidente dell’ABI quali membri di diritto.

Organi dello Schema volontario


Gli interventi dello Schema volontario

Lo Schema volontario costituisce uno strumento aggiuntivo per la soluzione delle crisi bancarie. Le decisioni sui singoli interventi a valere sulla dotazione finanziaria dello Schema sono vincolanti per le banche aderenti.

Lo Schema volontario può attuare interventi a favore di banche, ad esso aderenti, nei confronti delle quali siano state adottate misure di intervento precoce o sia stato dichiarato lo stato di dissesto o di rischio di dissesto dalla Banca d’Italia, nonché interventi in trasferimenti di attività e passività attuati nell’ambito della liquidazione coatta amministrativa.

Lo Schema volontario dispone di una dotazione finanziaria autonoma, attualmente stabilita nella misura di 700 milioni di euro, che le banche a esso aderenti di impegnano a fornire su chiamata per l’effettuazione degli interventi.

Qualora esaurita, la dotazione finanziaria dello Schema volontario può essere ricostituita con deliberazione dell’Assemblea straordinaria. Alle banche dissenzienti in Assemblea è riconosciuto il diritto di recesso, esercitabile nei quindici giorni successivi alla data dell’Assemblea che ha deliberato la ricostituzione dell’impegno massimo, fermi restando i diritti e gli oneri derivanti dalla partecipazione maturati fino alla data del recesso.


Interventi dello Schema volontario



Lo Schema volontario di intervento